Coronavirus, i sindaci chiamati a interpretare norme e risolvere dubbi

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ROMA (ITALPRESS) – “I negozi di parrucchiere da uomo e da donna come possono assicurare la distanza di un metro tra cliente ed esercente? Quindi devono chiudere? E’ una delle mille domande che vengono dai Comuni. Ai sindaci spetta il ruolo decisivo di traduttori e interpreti delle norme emanate dal Governo”.
Il presidente della Fondazione Ifel dell’Anci, Guido Castelli, rilancia l’allarme che riceve da centinaia di amministratori pubblici locali. Scrive sulla sua rubrica pubblicata da Huffington Post: “Ci sono stati gestori di pub che hanno anche la licenza del bar. Tecnicamente sono codici Ateco diversi, ma cumulabili. Chi ha un bar che e’ anche un pub, che cosa deve fare? Gli stessi dubbi riguardano le pizzerie al taglio, i kebab, le tigellerie: non sono compresi nel divieto di apertura imposto dopo le 18, quindi possono tenere aperto? E chi consegna pizze o cibo a domicilio, puo’ continuare a farlo? E l’asporto e’ consentito? Si puo’ continuare: I parchi pubblici si devono tenere chiusi? E dove ci siano aree per il passeggio dei cani, che cosa fare?”. Castelli scrive che ai sindaci spetta il ruolo di “mediano, nel centrocampo dell’emergenza Covid-19”.
Inoltre, “i dubbi quotidiani di chi vive nelle nostre citta’ rimbalzano dai nostri sindaci: come nel caso dei mercati rionali, o comunque di quelli che insistono su aree pubbliche: aperti nei giorni feriali e chiusi al sabato e alla domenica. Certo, ma nei giorni feriali, quelli in cui e’ possibile l’apertura, come si puo’ garantire la distanza di un metro tra cliente e cliente, tra cliente e commerciante, sul suolo pubblico, dove non vige un divieto praticabile, se non imposto dalle forze dell’ordine? Dovrebbero essere inviati agenti della polizia municipale a vigilare le distanze e quindi ad assicurare la rarefazione delle presenze sul suolo pubblico davanti ai banchi e alle bancarelle? In ogni situazione ai sindaci e’ toccato in queste ore di dare interpretazioni, di diventare una sorta di giunto elastico finale sull’ultimo miglio delle decisioni dello Stato centrale”, conclude.
(ITALPRESS).
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